L’altra sera ho visto Sinners. E c’è molto da dire. Ma devo fare uno sforzo per mettere in fila le parole perché questo film ti lascia in uno stato in cui vuoi parlare di tutto e non sai da dove cominciare. Quindi parto da qui: Sinners è puro cinema.
Il tipo di cinema che ti ricorda perché vai al cinema. Il tipo di esperienza che non puoi replicare più di tanto su uno schermo piccolo, che non puoi mettere in pausa, che non puoi guardare distrattamente mentre scrolli il telefono.
Ryan Coogler ha scritto, diretto e prodotto qualcosa che si pianta nella testa e non se ne va.


Sinners è puro cinema.
Il tipo di cinema che ti ricorda perché vai al cinema.


C’è una scena, circa a metà film, che è la cosa più bella che ho visto al cinema da non so quanto tempo.
Sammie, il giovane musicista interpretato da Miles Caton al suo debutto, si mette a suonare. E mentre suona, tutto ciò che lo circonda si disgrega. Le porte tra i mondi si aprono. Passato e futuro si mescolano. La scena si trasforma in questa sequenza enorme, quasi da musical, che mi ha ricordato quella scena iconica di Beetlejuice, quella in cui Adam e Barbara possiedono i commensali a tavola sulle note di “Day-O” di Harry Belafonte. Stessa energia pura, stessa sensazione di assistere a qualcosa di più grande di quello che stai guardando.
Solo che qui è il blues a fare da tramite, ed è devastante.


Miles Caton nel ruolo di Sammie suona nel film Sinners 2025
Miles Caton al suo debutto cinematografico nel ruolo di Sammie, il giovane musicista al centro della scena più bella del film.

Coogler ti inchioda allo schermo con una regia di un livello che raramente si vede. C’è questo meccanismo sadico e geniale nella costruzione del film: sai dall’inizio che sta per succedere qualcosa di terribile. Lo senti nelle ossa. Sai che la catastrofe è in arrivo. E da quel momento in poi, il film inizia a farti affezionare ai personaggi, sempre di più, sempre più intensamente.
Tu lo sai che sta andando male. Inizi a sperare che quello che hai intuito all’inizio non sia davvero successo.

Inizi a sperare nella visione. Inizi a pregare che il film ti stia mentendo.

Sequenza onirica nel film Sinners 2025, le porte tra i mondi si aprono durante la musica di Sammie
Le porte tra passato e futuro si aprono. Puro cinema.

E il bello è che i protagonisti, parliamoci chiaro, sono per lo più dei pezzi di merda.
Michael B. Jordan interpreta i gemelli Smoke e Stack, due criminali tornati nel Mississippi del 1932 nel pieno del Jim Crow per aprire una specie di juke joint, una segheria trasformata in club.
Per un pezzo del film ho provato a resistere: sono dei pezzi di merda, non ti affezionare.
Ma è inutile.
È completamente inutile, perché Coogler li caratterizza in modo così preciso, così umano, che non puoi farne a meno. E non solo loro.
Ci sono personaggi che hanno forse venti, trenta minuti di screen time in questo film e ti rimarranno più impressi di cinque stagioni di serie tv. Non sto esagerando.

Sono dei pezzi di merda, non ti affezionare.
Ma tanto lo farai inevitabilmente.

Si respira questa aria di famiglia in tutto il film. Emblematica in questo senso è la scena in cui una delle donne, per giustificare la presenza dell’unica ragazza bianca del gruppo, lo comunica in una maniera così semplice e spontanea che in un istante capisci tutto. Capisci il legame, capisci la fiducia, capisci che quelle persone si sono scelte.
E da lì è finita. Ti sei affezionato a tutto il gruppo, a tutta la famiglia.

L'interno del juke joint in Sinners, con il pubblico che balla sotto le luci della segheria
La segheria trasformata in club. Il luogo che vorresti non lasciare mai.

E c’è questo crescendo verso quella scena che sai che ci sarà.
È straziante.

Da una parte vuoi che arrivi subito, per toglierti il peso.
Dall’altra speri che non arrivi mai, perché quel momento in cui sono tutti lì dentro la segheria trasformata in club è così bello che vorresti viverci dentro.
Più di una volta durante il film ho sperato che lo portassero avanti ancora un po’, ancora qualche minuto, perché riesce a trasportarti lì in mezzo e a farti sentire a casa. Come dice uno dei protagonisti in una scena fondamentale, quella è stata la serata più bella della sua vita.
E tu ci credi, perché l’hai vissuta con lui.

Figure mascherate e persone che ballano nella segheria in Sinners 2025
“Si dice che certi musicisti suonino una musica così pura da aprire le porte tra passato, presente e futuro.”

Quella è stata la serata più bella della sua vita.
E tu ci credi, perché l’hai vissuta con lui.


Poi succede qualcosa. A un certo punto il film svolta nell’horror. Un horror classico, viscerale, con vampiri.
E sono vampiri neri.
Il che è una cosa pazzesca se ci pensi, perché nel panorama horror i vampiri sono stati raccontati in mille modi, ma mai così. Questa svolta catapulta il film in un territorio tutto suo e, secondo me, gli assicura un posto tra i classici del genere.
Coogler stesso ha citato From Dusk till Dawn come ispirazione1, e la struttura in effetti ricorda quel passaggio brusco dal thriller all’horror puro, ma qui c’è una profondità tematica completamente diversa: il blues, la storia nera americana, l’appropriazione culturale, la Grande Migrazione.
Il film è triste, di base.
Tratta un argomento enorme e doloroso. C’è una specie di lieto fine, molto sottile, quasi nascosto, ma il nucleo resta una storia di perdita.

Close-up di un vampiro coperto di sangue nel film Sinners 2025
Poi succede qualcosa.

Restate in sala dopo i titoli di coda.

Una nota importante: c’è una scena che è narrativamente fondamentale. Non è un teaser, non è un easter egg. È il pezzo che chiude il cerchio e ti fa capire cosa succede dopo. Guardando il film capirete perché doveva stare esattamente lì, dopo i titoli, e non prima.


Dietro le quinte di Sinners, il set della segheria con la cinepresa in primo piano
Girato su pellicola, in Ultra Panavision 70 e IMAX.

Sinners ha incassato quasi 370 milioni di dollari nel mondo ed è stato il primo film originale a superare i 200 milioni negli Stati Uniti dai tempi di Coco nel 2017. Ha 16 nomination agli Oscar, un record assoluto. Il 97% di recensioni positive su Rotten Tomatoes. Ludwig Göransson ha composto una colonna sonora che è parte integrante del racconto, costruita sulle radici del Delta blues del Mississippi. E il film è stato girato su pellicola, in Ultra Panavision 70 e IMAX, il che aggiunge un livello di fisicità all’immagine che sullo schermo grande è qualcosa di ipnotico.

Spero vinca quanti più Oscar possibili. Andate a guardarlo. Di corsa.

  1. https://www.scifinow.co.uk/interviews/its-a-genre-fluid-film-ryan-coogler-on-sinners/ Io avevo letto da wikipedia di questa ispirazione diretta, dalla pagina di wikipedia sono finito su questa che è l’intervista originale in cui però che il paragone più calzante era con il film “The Faculty”, un altro film di Rodriguez. ↩︎