Prima di Eleven c’era Carrie.

Siamo solo al 12 gennaio di questo 2026 e ho già letto un libro.

Quest’anno ho deciso di non stilare alcun programma di obiettivi o buoni propositi, a differenza dello scorso gennaio in cui ero stato davvero attento a questo. Niente “voglio fare questo”, “devo guardare X videocorsi”, “DEVO LEGGERE DI PIÙ”. Tutti gli anni in cui l’ho fatto, per un paio di mesi è andato bene, poi sono andato in burnout. Forse proprio per i miei stessi obiettivi.
O forse semplicemente perché sono cambiato strada facendo. Fatto sta che non ho vissuto particolarmente bene, durante le ultime settimane del 2025, il dover fare i conti con quella nota in cui progettavo l’anno che verrà.
Quindi quest’anno non l’ho fatto. Ho deciso che non voglio programmare niente, voglio fare ciò che mi fa stare bene. Questo non vuol dire che smetterò di lavorare o di dedicarmi ad attività simili, però voglio assecondare di più i miei ritmi.

Assecondando i miei ritmi, nella prima domenica dell’anno, mentre ero ancora a Reggio Calabria per le festività, sono andato al mercatino delle pulci. Quello sulla via Marina Bassa, sotto la stazione Lido. È molto piccolo rispetto a quelli di altre città. Quello di Verona è grande quattro volte, se non cinque, rispetto a questo. Per non parlare di mercati enormi come Piazzola.

Durante questa domenica, il 4 gennaio, ho comprato principalmente libri.
Uno dei venditori, ogni prima domenica del mese, fa questa offerta: ti dà una busta, tutti i libri che ci entrano li paghi 5 euro.
Ho preso diversi gialli Mondadori e un volume bellissimo di poesie in dialetto calabrese, Rimi Perduti di Giuseppe Toscano.
Ma non è questo il libro di cui voglio parlare (oggi).

Il primo libro che ho letto quest’anno l’ho comprato in un’altra bancarella. 3 euro. Edizione Bompiani del 2013 di Carrie di Stephen King. Copertina rimovibile e sotto c’è il libro bianco con la scritta Carrie e Stephen King in rosso. Un’edizione esteticamente, ed al tatto, molto bella.

Non avevo mai letto un libro di Stephen King. Ho sempre adorato i film tratti dai suoi libri, sono quelli che puntualmente mi catturano e non mi staccano dallo schermo.
L’ultimo che ho visto è stato The Life of Chuck, al cinema. Ma i romanzi non li avevo mai letti.

Non appena ho visto Carrie l’ho comprato subito principalmente perché sapevo che Stranger Things si ispira molto all’immaginario di Stephen King. Anche lo stile del logo di Stranger Things basato su uno dei loghi del nome Stephen King (Il font usato da King diventò sinonimo di king stesso nel corso del tempo ed in particolar modo dopo gli anni 80).
Carrie in particolare ha ispirato sicuramente Eleven.
Tra l’altro, sulla copertina di questa edizione, Carrie assomiglia molto a Vecna nella soffitta, stagione 4, quando inizia a levitare.

Poi è incredibile la somiglianza anche di altri personaggi con quelli di Stranger Things. Penso che certi siano omaggi.
Billy Nolan di Carrie è in un certo senso lo stesso Billy di Stranger Things: questo ragazzo sregolato, con questa muscle car, che non fa altro che agire di impulso e sgasare con la macchina. Poi Sue, Susan, che riesce a sentire i pensieri di Carrie verso la fine, mi ha ricordato molto Eleven che riesce a intrufolarsi nelle menti degli altri.
Senza tralasciare il rapporto madre-figlia di Carrie, speculare al rapporto “pàpa-eleven” in ST.

L’ho portato a casa e ho iniziato a leggerlo un po’ alla volta. Prima lettura per scoprire, per iniziare a inoltrarmi nel romanzo. Dopo tre, quattro volte non riuscivo più a smettere.
Questo effetto, con la lettura, forse l’ultima volta l’ho avuto l’anno scorso con Una catastrofica visita allo zoo di Joël Dicker.
Anche lì, come in Carrie, dalla prima pagina, dalla copertina in quel caso, sai che è accaduto qualcosa di catastrofico. Ma ti avvicini poco alla volta, un passo alla volta, piano piano.
Hai quasi sempre più informazioni, potresti quasi mettere insieme i pezzi del puzzle, ma l’autore ti fa aspettare finché non arrivi alla conclusione.
Che comunque, in Carrie, te l’aspetti ma non te l’aspetti.

Ovviamente in questo caso non avevo mai visto nessuno degli adattamenti cinematografici per fortuna. Amo dover costruire le immagini di ciò che leggo, ed adesso, avendo letto un libro di King senza aver prima visto una trasposizione, capisco perché dalle sue opere sono stati tratti così tanti film.
Carrie, il romanzo, puoi guardarlo.
Adesso comunque guarderò la trasposizione di Brian De Palma.

Ho trovato incredibile il flow di questo libro, quanto riesce a tirarti dentro. Ho amato il racconto a spezzoni. Mi ha ricordato i film di Wes Anderson per certi versi.
Tipo: questo è tratto dal libro X, questo è tratto dalla dichiarazione durante l’interrogatorio della polizia, questo è tratto dalla rivista che ha parlato di telecinesi.
E tutto messo in ordine che ti racconta la storia con questa regia pazzesca.

Il grosso del libro l’ho letto sul treno di ritorno da Reggio Calabria verso Verona. Non ho fatto altro che leggere. Di solito i viaggi mi pesano un sacco perché mi metto il pc, provo a lavorare, provo a guardare qualcosa. Poi manca la connessione, o la connessione è ballerina, mi deconcentro, sono scomodo. Inizio ad andare al bar del treno a prendere il caffè, a tornare al posto.
Stavolta ho letto.

Mi sono alzato dal posto solamente per i cambi treno e per prendere dell’acqua. Ho letto per tutte e nove le ore di viaggio.
È stato bellissimo.

Forse uno dei viaggi più belli di questi viaggi in treno degli ultimi anni.

Comunque ve lo consiglio.
In generale vi consiglio di leggere qualcosa che vi ispira nonostante possano esserci degli “Anche se…”
Tipo quelli che seguono.
Soprattutto a chi ha voglia di leggere qualcosa ma pensa che magari “è troppo vecchio, mi suonerà datato” oppure “ho visto il film, non lo leggo”. Perché è innegabile che certe cose, certi cliché, per un libro scritto negli anni Settanta, siano evidenti, siano eccessivi guardati con gli occhi del 2025. Ma altrettante cose noterete che non invecchiano mai. Certe dinamiche, certe logiche.

Sono felice di aver già letto un libro quest’anno. Non che conti qualcosa leggere X libri. Ma semplicemente, questa volta l’ho fatto perché mi è piaciuto leggere. Ho iniziato a farlo e è stato bello.
Ho letto perché la copertina mi attirava, volevo leggere questo libro, volevo leggere Stephen King. Me lo sono trovato casualmente davanti.
Ed è volato.

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